Progetto di Educazione Socio-Sanitaria-Ambientale

Progetto Educazione Socio-Sanitaria-Ambientale

Le motivazioni

L’Associazione Dell’Acqua di Busto Arsizio, interprete di molte e attuali problematiche territoriali, nell’aprile 2015 ha avviato mirate consultazioni individuando nel settore sanità un vuoto educativo nei confronti delle giovani generazioni.
Il mondo della scuola rappresenta quindi un interessante anche se impegnativo riferimento per costruire un modello in grado di sensibilizzare gli studenti verso un corretto stile di vita: nasce così il progetto di educazione sanitaria patrocinato da importanti Enti pubblici e privati.
Una qualificata équipe di medici e professionisti, in collaborazione con i docenti, ha approfondito le aspettative che condizionano, se non adeguatamente affrontate, lo sviluppo psico-fisico del giovane. Il progetto si è consolidato nel 2016/2017 con il coinvolgimento di 10.000 studenti di 30 scuole secondarie di primo grado di Busto Arsizio, Castellanza, Gallarate, Valle Olona e aree confinanti.
Due convegni, ampiamente partecipati, hanno altresì analizzato gli aspetti relazionali, le insidie e i pericoli che, comportamenti superficiali, potrebbero causare ai giovani.
Anche le Istituzioni pubbliche hanno sottolineato l’inderogabile esigenza di coinvolgere la scuola con adeguati programmi educativi finalizzati ad un armonico sviluppo della società civile.
Mira a questo obiettivo il recente “protocollo” firmato dalla Sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi e dalla Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli. Calendarizzate anche campagne di informazione e comunicazione in linea con le situazioni di degrado, di emarginazione, di supporto alle aree periferiche esposte a fenomeni di criminalità organizzata.
Il documento rappresenta quindi una scelta importante per intercettare momenti di difficoltà o di debolezza che possono indurre a forme dannose per la crescita e i processi di socializzazione.
Anche la prevenzione delle dipendenze è un significativo elemento di quel “patto” che deve vedere tutta la società, come comunità educante, al servizio della crescita sana e positiva delle future generazioni.
La valorizzazione della riforma sanitaria, che evidenzia l’asse portante del Servizio Sanitario Nazionale, è un altro elemento spesso sottovalutato ma estremamente importante di un processo formativo in linea con le attese della società.
Un intervento rivoluzionario è stato introdotto da Luxottica, azienda leader a livello mondiale per l’occhialeria, che ha offerto un check-up gratuito (per chi ha più di 40 anni) ai suoi dipendenti in Italia nell’ambito del programma di welfare che riguarda oltre 5.000 persone e coinvolgendo le strutture pubbliche. Il valore delle persone, la loro individualità, il legame emozionale con l’azienda e il senso di comunità e appartenenza, rappresentano il successo di Luxottica nel mondo, oggi impreziosito da una innovazione sanitaria ampiamente condivisa anche dall’area sindacale.

L'equipe medica

CaprioliSeverino Caprioli
già primario Medicina II
Ospedale di Busto Arsizio

GiorgettiRoberto Giorgetti
Primario emerito pediatrico
Ospedale di Busto Arsizio

ReguzzoniGiorgio Reguzzoni
Specialista in oncologia

 
UccelliniDavide Uccellini
Responsabile della S.S. Neurologia Neurofisiologia
L.A.P.O. “La Galmarini” Tradate – ASST Sette Laghi

SempliciRossella Semplici
Psicologa clinica

 

SerafiniLiborio Serafini
Già V. Primario pediatrico
Ospedale di Busto Arsizio

RestelliAnna Restelli
Già dirigente scolastico e Docente in corsi di formazione

 

ColomboAdelio Colombo
Già medico di base

 

BAGGIOLuigi Baggio
Psicologo-Psicoterapeuta

L'articolazione del progetto

Ricollegandosi all’azione sviluppata nel 2016/2017 e al termine di numerose consultazioni, l’iniziativa è stata ampliata ad altri due “comparti” assumendo così la denominazione Progetto di Educazione Socio-Sanitaria Ambientale con l’adesione dei seguenti relatori:
1) Dispersione scolastica
Paolo Maino, dirigente I.C. De Amicis
La formazione disciplinare, l’acquisizione di competenze, il confrontarsi con i propri limiti e il conoscere le proprie attitudini sono il terreno comune in cui si muovono studenti, docenti e genitori durante questi tre anni così brevi e veloci ma ricchi di cambiamenti fisici e psicologici. Sovente il MIUR ha posto l’accento sul tema del drop out o, per dirla all’italiana, della dispersione scolastica. Spesso i ragazzi cedono a comportamenti scorretti proprio per rimanere all’interno di un gruppo e non essere esclusi. Il percorso di Educazione Sanitaria offre quindi un aiuto importante attraverso l’intervento di esperti sul campo che cercano di stimolare i ragazzi e le ragazze ad un confronto
libero non presentando una fredda relazione ex cathedra ma con il dialogo e con gli stimoli. Un bisogno
che scuola e famiglia spesso rilevano o di cui si rendono conto seppur confusamente.

2) Una sessualità consapevole
Severino Caprioli, infettivologo
Le persone che ispirano maggior fiducia e credibilità (genitori, insegnanti, operatori sanitari, ecc) possono aiutare i giovani ad acquisire migliori conoscenze sull’HIV/AIDS e sulle persone che convivono con il virus.A volte si riscontra nei giovani la convinzione che dall’AIDS si possa guarire con i farmaci antivirali: è importante far capire loro che, se da una parte la qualità di vita è molto
migliorata con la terapia, allo stato attuale non si guarisce e rimangono comunque molti problemi legati agli effetti collaterali dei farmaci e ad eventuali gravidanze. Alcune ricerche hanno mostrato come i giovanissimi, che abbiano compreso le modalità di contagio legati al sesso, a loro volta hanno ridotto il rischio associato a comportamenti precoci. A volte ritardando le loro prime esperienze e avviandosi a pratiche sessuali protette od incomplete oltre a considerare la propria sessualità un bene prezioso da sviluppare serenamente senza falsi miti indotti da media spregiudicati.

3) L’alimentazione nei ragazzi
Roberto Giorgetti, Primario emerito pediatrico ospedale di Busto Arsizio
Per quanto riguarda le fasi della crescita ( infanzia ed adolescenza) le patologie che conseguono ad errori alimentari, intesi come eccesso o come deficit, sono rappresentate dall’obesità, dall’anoressia mentale e dalla bulimia.L’obesità infantile è oggi una delle grandi emergenze sanitarie dei paesi ad alto sviluppo e recenti statistiche confermano che in Italia uno su cinque bambini è in sovrappeso e uno su dieci è obeso. L’anoressia mentale è una condizione patologica in cui il soggetto rifiuta di mantenere il suo peso al di sopra del limite minimo di normalità: un disturbo dell’alimentazione che può mettere a repentaglio la vita. Le caratteristiche che connotano i soggetti anoressici sono quelle di avere un appetito soffocato e manifestare atteggiamenti particolari come preparare il cibo per gli altri; nascondere quello che non mangiano; assumere diuretici, lassativi, sostanze anoressanti; procurare il vomito; svolgere attività fisica intensa e protratta.

4) Contro il fumo
Giorgio Reguzzoni, Specialista in Oncologia
Gli studi dicono che i fumatori, in ogni parte del globo, vivono in media 10 anni meno dei non fumatori e si ammalano in età giovane, specie tra i 50 e 60 anni. Il fumo è la causa diretta o indiretta di una cinquantina di malattie tra le più disparate. Per completare l’analisi sulla pericolosità del fumo, secondo l’OMS, nel mondo muoiono sei milioni di persone all’anno a causa del fumo e ottocentomila per quello passivo. L’inchiesta Doxa pubblicata nel 2016 riporta che il 70% dei ragazzi comincia a fumare perché indotti dagli amici o dai compagni di scuola, per imitazione, per non essere esclusi dal gruppo, per sentirsi grandi o emancipati. Anche la sigaretta elettronica affascina i giovani ma va sottolineato che il 25% di loro diventa fumatore. Resistere alle pressioni del “gruppo” e costruire una propria forte personalità, è il messaggio educativo più importante da trasmettere ed in alcune scuole ha costituito la conferma del lavoro già iniziato in classe dagli insegnanti.

5) Alcool e droghe
Davide Uccellini, Responsabile della S.S. Neurologia-neurofisiologia P.O. “L.A. Galmarini” Tradate
L’uso di qualsiasi droga danneggia i sistemi di neuro-trasmissione dei neuroni anche in modo irreparabile. Ciò risulta ancor più dannoso se l’uso di droghe ed alcol avviene in giovane età, quando il cervello è ancora in fase di maturazione, processo che si sviluppa compiutamente nei primi 20 anni di vita. L’uso di droghe e alcol causano, soprattutto negli adolescenti, gravi anomalie nel funzionamento neuro-psichico, con memorizzazione distorta delle percezioni, delle esperienze, degli
schemi cognitivi e logici che si utilizzano sotto l’effetto di sostanze.I più recenti dati Espad segnalano anche in Italia l’incremento del consumo “femminile” in tutte le età con i «binge drinkers»: giovani che indistintamente dal sesso, bevono più bicchieri in breve tempo, soprattutto nei contesti della socializzazione e del divertimento collettivo, spesso fino ad arrivare all’intossicazione alcolica. Inoltre, recenti studi hanno dimostrato i danni correlati al consumo di cannabis con il
rischio di disturbi e deficit intellettivi.

6) Nuove tecnologie
Rossella Semplici, Psicologa clinica
Realtà virtuale non significa che “non esiste” o “è irreale”. Navigare in Internet è come aggirarsi per le strade del mondo e “chiusi” nella propria camera non significa essere al sicuro e lontano dai pericoli. Si pensi ad esempio al cyber bullismo.Molti ragazzi, ma anche bambini di scuola primaria, navigano da soli in internet, scaricano app, giochi, postano foto, producono video che immettono
nel circuito di you tube. Alcuni intrattengono relazioni con persone non conosciute nella realtà e questa situazione non è percepita pericolosa in quanto si frequentano solamente nel mondo virtuale.Non basta essere educatori digitali, dobbiamo creare rete, affinché ai ragazzi arrivino messaggi chiari e soprattutto coerenti. Può essere tentata la strada di incontri con genitori ed educatori dei bambini della scuola d’infanzia per permettere di utilizzare le nuove tecnologie con responsabilità fin dai primi approcci.

7) Gioco d’Azzardo
Liborio Serafini, già V. Primario pediatrico Ospedale di Busto Arsizio
In Italia, diciassette milioni circa di persone tra i 15 e i 64 anni, almeno per una volta, giocano denaro. Fortuna vuole che l’80% di essi non corre, per il momento, rischi di dipendenza mentre un 15% comincia a rasentare il “basso rischio” e il 3% il rischio moderato. Basta poco, e si toccano gli estremi della ludopatia cioè di una malattia da gioco d’azzardo con relativa dipendenza. Vi cade, o vi è caduto, 11% dei ragazzini studiati, già vittime di comportamenti problematici a livello di allarme rosso. A conti fatti siamo sugli 80.000 casi che corrono l’alea della dipendenza, ed altri 100.000 che, più o meno, già la sperimentano. Un buon terzo della popolazione studentesca sotto osservazione ha, come punti di riferimento, tabaccherie e bar. A conti fatti risultano essere almeno 200.000 i soggetti che adottando tale modalità, corrono il pericolo più concreto. Si aggirano attorno, rispettivamente, al 14 e al 23% e loro, nel rischio, ormai ci vivono. Torna in primo piano l’esigenza di un maggior controllo da parte delle famiglie.

8) Mondo digitale
Anna Restelli, già Dirigente scolastico in corsi di formazione
Vantaggi e svantaggi delle tecnologie. Le domande iniziali riguardano l’indagine sulle tipologie usate per poi far emergere quelli a livello sociale del mondo digitale e le utilità in campo medico o di supporto alla disabilità. Un’indagine sui giochi più frequentati ha permesso di indagare l’universo virtuale e riflettere sulle motivazioni per simulare la realtà, costruire sogni o sfogare un’aggressività come, ad esempio, gli insulti che i ragazzi si scambiano tramite WhatsApp. È stato così strutturato un gioco dove ciascuno doveva immaginarsi prima provocatore e poi insultato per approfondire le sensazione che poteva provare nelle due diverse posizioni. La situazione simulata ha permesso una grande libertà di espressione e sono emerse profonde valutazioni sul complesso di sentimenti che muovono le azioni spesso impulsive e cosa provocano certi atteggiamenti. Ed è chiaro che l’operazione richiede molta collaborazione e impegno reale.

9) Il Primo Soccorso
Isabella Luciano, medico di Pronto Soccorso
La campagna di sensibilizzazione rivolta ai ragazzi ha anche lo scopo di spiegare cosa fare quando si assiste ad un incidente della strada che può provocare lesioni più o meno permanenti ad uno o più distretti corporei. La tempestiva chiamata dei soccorsi si propone di mettere in sicurezza la vittima e
di trasportarla all’ospedale più vicino dove vengono praticate le cure necessarie ed eseguiti gli esami diagnostici urgenti. Purtroppo in alcuni incidenti si riscontrano lesioni permanenti invalidanti e che comportano un notevole costo per la famiglia e la collettività. Il messaggio che la campagna di educazione sanitaria ha voluto trasmettere è basato, oltre ad una mirata azione di sensibilizzazione ed informazione – soprattutto per i giovani – dei pericoli che una guida spericolata potrebbe causare, con esempi infiniti, specialmente in campo motociclistico. Qui il senso di emulazione è forte perché trascina quasi inconsapevolmente il neo pilota a compiere acrobazie concluse con un risultato spesso devastante che ne condiziona il futuro.

10) Crescere, che fatica!
Maria Cristina Zantomio, Psicologa
È l’età, lo spiegano le neuroscienze, in cui il cervello emotivo è massimamente sviluppato, mentre quello cognitivo è ancora immaturo. Così abbiamo ragazzi che sentono con un’intensità mai sperimentata prima, ma non hanno le capacità di regolare gli stati emotivi, programmare le strategie, sviluppare una
visione critica degli eventi. Un ragazzino di dodici o tredici anni agisce spesso guidato dall’impulso emotivo, non dal pensiero. Allora riusciamo forse a capire quanto sia importante per gli adulti uscire dalla logica del pre-giudizio e comprendere come per un ragazzino sia importante essere accompagnato nel costruire un pensiero su ciò che gli accade: è un processo che favorisce lo sviluppo di nuove reti neuronali, connessioni e competenze. Perché ci troviamo di fronte all’età della massima creatività, della capacità di vivere le gioie all’estremo e l’atteggiamento è fondamentale: quando ci confrontiamo con un preadolescente, dare l’impressione di avere la verità in tasca è un po’ come aver perso in partenza.

11) Il Servizio Sanitario Nazionale
Adelio Colombo, già medico di base
Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è un sistema di strutture e servizi che ha lo scopo di garantire a tutti i cittadini, in condizioni di uguaglianza, l’accesso all’erogazione equa delle prestazioni sanitarie in attuazione dell’art.32 della Costituzione. I principi su cui si basa sono l’universalità, l’uguaglianza, l’equità e il SSN li applica attraverso la promozione, il mantenimento e il recupero della salute fisica e psichica della popolazione con una organizzazione capillare sul territorio i cui servizi sono erogati dalle Aziende sanitarie locali e ospedaliere e da strutture private convenzionate con il SSN. Tutela e difesa della salute coincidono con la creazione di condizioni favorevoli alla crescita e allo sviluppo della persona, non solo prevenendo e anticipando gli eventi nocivi, ma anche promuovendo azioni utili affinché i ragazzi apprendano le giuste modalità per far fronte ai propri bisogni. Promozione coincide quindi con educazione, intesa come l’insieme di strategie che consentono ai giovani di assumersi responsabilità
propositive riguardo la propria salute.

L'integrazione del progetto

12) Ambiente
Gli studenti delle scuole italiane sono stati spesso chiamati a rispondere a questionari riguardanti le azioni che le istituzioni avrebbero potuto intraprendere a favore dell’ambiente. Tra le risposte c’era sempre quella relativa alla necessità di prevedere ore di educazione ambientale nei programmi scolastici: la tutela del territorio, la gestione integrata dei rifiuti, la promozione di fonti energetiche rinnovabili per riscoprire la bellezza naturale e storica e innescare processi di rigenerazione urbana e di sviluppo sostenibile. Ormai è in campo una nuova generazione di giovani sensibili ai problemi della protezione, conservazione e valorizzazione dell’ambiente purtroppo oggetto di incursioni della criminalità organizzata. Nello scorso Agosto sono stati distrutti migliaia di ettari di macchia mediterranea con ingenti danni al patrimonio forestale e alla collettività. La carenza di rigorose normative legislative, per il perpetuarsi del triste fenomeno, sollecita la certa
condanna delle responsabilità individuali.

13) Sociale
L’intervento associativo è (inizialmente) proiettato verso la povertà alimentare che investe quasi 5 milioni di italiani. Il problema del cibo, della sua mancanza, degli sprechi e della qualità, è un tema che si intreccia con quello più generale della salute: un fenomeno sociale diffuso e crescente nel tempo anche nel cuore delle aree più benestanti del paese. In 10 anni a 800.000 nuclei familiari capita
di non avere soldi sufficienti per mangiare in alcuni periodi dell’anno mentre in tanti, troppi, sprecano ancora cibo. Sono complessivamente 36 milioni gli italiani che buttano quanto avanzato in tavola, o rimasto inutilizzato oltre la data di scadenza (4,9 milioni lo fanno regolarmente). Partendo dalla recente legge n° 166 del 19/08/2016 che ha avviato un’ampia azione di sensibilizzazione contro gli sprechi che rappresenta una considerevole perdita economica e un messaggio diseducativo, ci si
propone non solo di suscitare interesse attorno al grande tema del diritto al cibo anche come chiave per leggere i cambiamenti del mondo. Quasi una sfida, ma ricca di prospettive e sussidiarietà.

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